Le muse inquietanti


Le Muse Inquietanti (Giorgio de Chirico – 1917)
Reinterpretazione digitale

Il dipinto fu realizzato nel 1917 quando Giorgio de Chirico, in piena guerra, si trovava a Ferrara. La città fornisce importanti spunti all’ispirazione dell’artista, dato che Ferrara, per la sua particolare conformazione urbanistica ed architettonica formatasi nel Rinascimento, rispecchiava molto fedelmente quello spirito di geometria ordinata presente in molti quadri di de Chirico: soprattutto quelli della cosiddetta serie delle «piazze d’Italia». Ferrara, quindi, come città metafisica per eccellenza, fornisce la cornice ideale a questo che tra i quadri di de Chirico è sicuramente il più noto: una specie di «manifesto» della sua poetica metafisica. In questa tela compaiono gli elementi più usati dal de Chirico metafisico: spazi urbani vuoti con prospettive deformate e manichini al posto di persone. Entrambi gli elementi hanno la funzione di devitalizzare la realtà: sono forme prese dalla vita, ma che non vivono assolutamente.

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Le Due Maschere – (Giorgio de Chirico – 1916)
Reinterpretazione digitale

Le opere che de Chirico dipinse prima della costituzione della Metafisica erano definite enigmatiche, a Ferrara nel 1917. I suoi soggetti erano ispirati dalla luce del giorno delle città mediterranee, ma ha poi rivolto gradualmente la sua attenzione agli studi su architetture classiche. Le opere realizzate dal 1915 al 1925 sono caratterizzate dalla ricorrenza di architetture essenziali, proposte in prospettive non realistiche immerse in un clima di trascendenza e spettralità. Nei vari interni metafisici furono dipinti in quegli anni oggetti totalmente incongrui rispetto al contesto (ad esempio una barca a remi in un salotto) vengono rappresentati con una minuzia ossessiva, una definizione tanto precisa da sortire un effetto contrario a quello del realismo.

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