Car Photomanipulation


Fotomanipolazione e fotomontaggio di auto

Fin da piccolo sono sempre stato appassionato di auto, mi piacevano in particolar modo le vecchie fiat, probabilmente non giravo abbastanza per rendermi conto dell’ incredibile che già agli inizi degli anni ’90 poteva esistere, la F40 è sempre stata solo una scala 1/18 per me, gialla…

Ho iniziato a disegnarle su carta, per poi arrivare al digitale.

Ho voluto fare un omaggio a questi pezzi di ferro battuto degli anni ’80 facendoli rivivere in un contesto moderno e più sportivo, aggiungendo spoiler, minigonne, cerchioni e marmitte in fiamme.

 

Fotomanipolazione e fotomontaggio di una vecchia Fiat 127.

La “127” viene lanciata nel ’71, come erede della “850”. Rispetto alla vettura che l’ha preceduta, la “127” rappresenta un passo avanti notevole: il motore è anteriore trasversale (anziché posteriore), la trazione è sulle ruote anteriori (prima era posteriore), il pianale è completamente nuovo, le sospensioni seguono lo schema a 4 ruote indipendenti con sospensione anteriore Mc Pherson e posteriori a balestra trasversale. Della “850” viene conservato il motore 100 4 cilindri con albero a camme laterali e distribuzione ad aste e bilancieri, nella versione da 903 cm³ della “850 Sport Coupé”, ma depotenziato a 47 CV erogati a 6200 giri/min. e con una coppia max di 6,3kgm. a 3500 giri/min.

Molte delle innovazioni tecnologiche erano state anche testate nell’ambito dello stesso gruppo FIAT sulla Autobianchi A112, presentata un paio d’anni prima e che sarà anche una delle avversarie più agguerrite nelle vendite, in particolare sul mercato interno nazionale.

Fotomanipolazione e fotomontaggio di una vecchia Fiat Ritmo

La Fiat Ritmo è un modello di autovettura prodotta dalla casa automobilistica italiana FIAT tra il 1978 e il 1988 negli stabilimenti Fiat di Cassino (FR) e nello stabilimento Fiat di Rivalta (TO).

L’auto è stata prodotta dal 1978 in due diverse serie, di cui la seconda realizzata nel 1982, per essere sostituita nel segmento C, fascia di mercato che copriva nel listino della FIAT, dalla Tipo.

La Ritmo idealizzò il rapporto esistente tra il design ed il marketing, risultando la prima vettura alla storia della Fiat per cui il marketing assunse un’importanza molto particolare. Fu anche la prima auto italiana (in Francia la Renault 5 li aveva dal 1972) ad avere i paraurti integrati nel corpo vettura (e non sporgenti assestanti come fino ad allora succedeva); questo causò inizialmente alcune difficoltà da parte del pubblico ad accettare la vettura che a quel tempo sembrava priva di paraurti.

Fotomontaggio e fotomanipolazione di una vecchia Fiat 128

La FIAT 128 è un’automobile prodotta dalla FIAT stabilimento di Rivalta di Torino (TO) tra il 1969 e il 1983 in Italia, e fino agli anni novanta in Sudamerica, Egitto e Jugoslavia. Il codice di progetto interno alla Fiat è X1/1.

La Fiat 128 venne lanciata sul mercato nell’aprile 1969, inizialmente affiancando la vecchia Fiat 1100, per poi sostituirla. Prima vettura di serie con marchio FIAT a trazione anteriore, dopo anni di sperimentazione e collaudo delle soluzioni cinematiche sui modelli Autobianchi Primula, fu progettata dall’ing. Dante Giacosa (padre di tutti i modelli FIAT fino ai primi anni settanta), ed era considerata una vettura all’avanguardia.

In quegli anni la configurazione tutto avanti era una soluzione poco diffusa in Italia e sino a quel momento osteggiata dai vertici FIAT, utilizzata da Lancia (sui modelli Flavia e Fulvia), dalle francesi Citroën, Peugeot, Panhard, Renault e SIMCA, dalle inglesi (Austin/Morris) o da alcuni costruttori tedeschi (allora) minori come Audi e DKW. La vera innovazione rispetto a quasi tutte le concorrenti “pioniere” della trazione anteriore (gli inglesi lo avevano già fatto nel 1959 con la “Mini”) fu il gruppo motore-cambio montato in posizione trasversale, disposizione che consente un ottimale sfruttamento dello spazio nell’abitacolo. La 128 è caratterizzata anche da altre scelte tecniche innovative: le sospensioni a quattro ruoteindipendenti consistevano in uno schema Mc Pherson all’avantreno e in una sospensione con balestra trasversale, con funzione anche di barra stabilizzatrice al retrotreno.

Fotomanipolazione e fotomontaggio di una Alfa Romeo Alfetta Gtv.

L’Alfa Romeo Alfetta GT/GTV è un’autovettura sportiva costruita dalla casa milanese dal 1974 al 1987 nello stabilimento di Arese.

Nel 1967 l’Alfa Romeo decide di iniziare lo studio per la realizzazione della coupé che dovrà sostituire negli anni 1970 il modello “Giulia GT”. Le principali direttive aziendali sono volte alla creazione di una vettura che possa offrire quattro posti comodi (al posto del tradizionale 2+2) con un bagagliaio di buona capienza. L’obiettivo era combattere la concorrenza delle berline sportive compatte (come la BMW 2002) che offrendo similari prestazioni e maggiore versatilità d’uso stavano raccogliendo un considerevole successo in tutta Europa.

Partendo dalla base meccanica della “Giulia GT” nel 1968 viene dato incarico per il nuovo progetto alla “neonata” Italdesign di Giorgetto Giugiaro, in considerazione del fatto che tale progettista aveva seguito la nascita e lo sviluppo della “Giulia GT” negli anni in cui lavorava alla Bertone. Contemporaneamente, il centro stile Alfa provvederà alla realizzazione di un progetto parallelo. Il risultato finale fu una carrozzeria con i volumi spostati all’indietro e la coda tronca.


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