Castello Estense


Dopo l’annessione di Ferrara al Regno d’Italia nel 1860, il Castello divenne proprietà dello stato. A partire dal 1874 fu acquistato dall’amministrazione provinciale che vi installò i propri uffici e quelli della prefettura. Qui Antonia Bolognesi (1896-1976), la giovane ferrarese con cui de Chirico ebbe una relazione sentimentale, lavorava come impiegata. Nel corso del suo soggiorno nella città estense, Giorgio de Chirico (1888-1978) immortalò il castello in due dei suoi dipinti. Sul finire del 1915, nell’opera I progetti della fanciulla, oggi custodita al MoMA di New York, è visibile uno scorcio dell’edificio che l’artista poteva scorgere dal suo ufficio di scritturale del 27° Reggimento di fanteria; mentre, sulla parte inferiore è dipinta una scatola che reca la scritta “Ferrara A.S.S.”, unico riferimento diretto al nome della città presente nelle opere ferraresi dell’artista e che si riferisce presumibilmente a una vecchia fabbrica che produceva spole di filo per macchine da cucire.

L’intero monumento è raffigurato sullo sfondo delle Muse inquietanti (Collezione privata), realizzato nel maggio del 1918, quadro icona dell’intera produzione dechirichiana. Il dipinto rappresenta uno dei vertici assoluti nella produzione metafisica di de Chirico tanto che questi, nel corso di tutta la sua carriera, ne eseguì moltissime copie, creando attorno ad esso e alle sue successive versioni un vero e proprio “caso studio” (cfr. Carlo Ludovico Ragghianti). Molti furono gli artisti che rimasero affascinati da questo dipinto, tra cui Andy Warhol (1928-1987), che nel 1982 realizzò Disquieting muses (After de Chirico, Muse Inquietanti), dando una propria interpretazione del quadro di de Chirico e facendo entrare il castello estense nell’universo della pop art.


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